Un Dio che non ci lascia mai soli.
Dopo le numerose esperienze di incontro degli apostoli con il Risorto, questa domenica ascolteremo il racconto di quando si recarono in Galilea, all’appuntamento che Lui aveva fissato con loro.
Lo videro, si prostrarono, ma dubitarono. E’ questo dubbio che in particolare mi risuona leggendo questo breve brano del Vangelo di Matteo. Dubitano, eppure ascoltano le sue parole, il suo ultimo testamento prima di lasciarli soli. Quando diciamo di avere fede, non significa non avere dubbi … Le esperienze di fede sono sempre velate, non sono mai nitide. E’ il cuore che le interpreta e dal cuore si passa alla volontà. La fede è soprattutto una questione di volontà prima e di confidenza poi. Più entri in confidenza con la Parola di Dio, più ti senti chiamata, accolta, amata. E lo stesso anche con la comunità dei credenti, iniziata dagli apostoli e poi allargata in tutto il mondo e nel tempo, come indicato da Gesù e giunta ai nostri tempi.
La Chiesa vive oggi un tempo di grandi incertezze, di poche vocazioni, di forte ridimensionamento demografico, di carenze di risorse. A questo si aggiunge tanta confusione, infinite opportunità, connessioni di tutti i generi, sollecitazioni di ogni grado. Ed è impossibile non sentire timore e perplessità per il futuro. Ma la grandissima forza come cristiani, la dobbiamo trovare sulla promessa di Gesù: non vi lascerò mai soli, fino alla fine del mondo. E’ su questa promessa che dobbiamo trovare il coraggio di non fermarci nell’annunciare l’amore di Dio per la sua umanità. ( Maria Pia Lorenzi )
