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Commento al Vangelo di Domenica 16 agosto 2026 – XX Tempo Ordinario

Umiltà e fede.

Potremo intitolare questa pagina del vangelo di Matteo: umiltà e fede. Gesù con i suoi discepoli sta attraversando i territori di Tiro e Sidone, territori abitati da gente pagana, cananei in particolare. Una donna cananea si rivolge per chiedere la guarigione di una figlia malata ma Gesù si mostra duro: non ha senso rispondere ad una donna pagana, a maggior ragione se cananea. In quel tempo gli ebrei definivano con l’epiteto ” cani ” il popolo cananeo, segno di enorme disprezzo. Nemmeno l’intervento dei discepoli che gli suggeriscono di ascoltarla per sbarazzarsi della sua importuna presenza dà esito positivo. Il dialogo si accendo nel momento in cui la cananea lo implora dicendo ” Signore aiutami “. Gesù le ricorda la sua condizione di inferiorità usando la metafora: ” Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini ” per indicare che la sua missione è rivolta prima al popolo di Israele. Rimane colpito nel momento in cui la donna con grande umiltà e fede risponde che anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. A lei bastano anche solo le briciole, non chiede altro di più. A tanto la porta il desiderio di vedere guarita la figlia e riconoscere il potere salvifico di Gesù. In questa pagina del vangelo c’è quindi il senso della chiamata universale alla salvezza. Tutti possiamo essere salvati.

Siamo nel bel mezzo delle ferie estive dove dedichiamo più tempo alle nostre famiglie, agli amici, ai viaggi, al riposo personale. Anche per chi frequenta generalmente la parrocchia c’è il rischio di scordarsi di Dio fuori dal quotidiano del tempo ordinario, scandito dalle celebrazioni della catechesi e dai vari impegni. Abbiamo però tutti la possibilità anche nei luoghi di vacanza di piccoli gesti di umiltà e di fede: entrare in una chiesa e scoprire che Gesù è sempre presente nel mistero dell’Eucaristia, accendere una candela in segno di devozione, fermarci per una preghiera davanti ad un capitello o di fronte ad un crocifisso dopo aver raggiunto la sommità di un monte, il segno della croce al mattino per affidare la nostra giornata, il momento di raccoglimento serale per ringraziare di ogni momento vissuto. ( Lucia Z. )