Se qualcuno vuol venire dietro a me
Ho recentemente finito di leggere ” The Giver ” di Lois Lowry. E’ un libro che racconta di una realtà distopica e che mi ha fatto arrabbiare ma al tempo stesso riflettere. Una delle cose che mi è rimasta di più è che in questo mondo utopistico, dove tutto è rigidamente governato da regole imposte dal consiglio degli anziani, il dolore non esiste ma anzi, si cerca di annullarlo in tutti i modi possibili. Esso fa paura alla Comunità, perchè le emozioni spiacevoli non sono conosciute e perciò non governabili.
Il vangelo di questa domenica mi ha richiamato proprio questo passaggio. Pietro ha paura, Gesù gli dice che deve andare a soffrire a Gerusalemme e lui non riesce ad accettare questa cosa. Lui è il Figlio di Dio, l’hanno capito ormai, ma come è possibile che egli possa soffrire ? Nella nostra ristretta mente umana questo è inconcepibile. Subito infatti Pietro si erge a difensore di un benestare che in realtà a Gesù non interessa, in quanto il suo scopo finale è un altro. Lo manda quindi dietro di sè, come a dire che deve ancora fare strada, deve seguire il Maestro e imparare ancora.
Un mondo sempre più avanzato a livello medico e tecnologico ci porta a pensare che le esperienze negative, generando sensazioni spiacevoli, siano da annullare e da gestire il più possibile: basti pensare alla quantità di farmaci che si utilizzano per qualsiasi cosa e alle fragilità che sono sempre più presenti, in quanto incapaci di di fare fronte a ciò che ci addolora. Quanto siamo umani ! E quanto i verrebbe da incolpare il Signore per qualsiasi cosa negativa che ci accade! Anche Geremia lo dice nella sua lettura ” Basta Signore, non ne posso più, la croce è troppo pesante. Anche Gesù lo chiede, durante la preghiera nel Getsemani: allontana da me questo calice!
E’ la nostra parte umana che parla. Ma Geremia dice poi che il SIgnore l’ha ammaliato e non può fare a meno della sua presenza. Gesù sa come dietro la sua sofferenza c’è un fine più grande. Come noi che non possiamo annullare il dolore, ma può diventare una via per avvicinarci di più a Lui. ( Serena Bonaguro )
