Vai al contenuto
Home » Articoli » Commento al Vangelo di Domenica 13 settembre 2026 – XXIV Tempo Ordinario

Commento al Vangelo di Domenica 13 settembre 2026 – XXIV Tempo Ordinario

Quante volte dovrò perdonare al mio fratello.

La pagina del vangelo di oggi mi ha aiutata a comprendere come spesso leggo il vangelo con superficialità. Il tema del perdono, protagonista delle letture di questa domenica, può essere oggetto di retorica o superficialità. Ho dovuto leggere tante volte prima di trovare qualche risposta alle domande dentro di me.

I miei dubbi nascono dal vissuto personale, ma anche dai tanti fatti di cronaca che riempiono i giornali. Come posso perdonare chi ha ucciso o sfregiato mia figlia quando diceva di amarla ? Come posso perdonare chi con prepotenza viene e si prende la mia casa, i miei terreni e la mia storia ? E si potrebbe continuare all’infinito.

Qui ci viene in aiuto la prima lettura. Il perdono nelle letture di questa domenica è inteso come assenza di sete di vendetta. Vigeva al tempo la legge del taglione: occhio per occhio dente per dente. Dio stravolge questo modo di vedere i torti subiti e chiede un altro approccio per i suoi figli. Gesù mostra il volto misericordioso di Dio, che non è faciloneria. Inizialmente il Re è ben consapevole del debito e chiede ai servi di vendere il debitore e i suoi famigliari per saldare quanto gli è dovuto, ma si muove a compassione alla richiesta di pietà, in ginocchio, e alla promessa di riparare: ” Abbi pazienza con me, ti restituirò ogni cosa “.

Non così si comporta il servo. Quando incontra il proprio compagno che gli deve dei soldi, lo prende per il collo e lo fa sbattere in carcere, anche se chiede pietà. Venutolo a sapere il Re si adira e agisce di conseguenza.

Alla fine, Gesù con questa parabola, ci chiede di imparare da Dio, ad avere pazienza con il nostro prossimo. Non si tratta di ignorare i torti subiti, ma di liberarci dall’odio che proviamo per il dolore subito a causa di un fratello. ( Maria Pia Lorenzi )