Commento al Vangelo
- Commento al Vangelo di Domenica 19 aprile 2026 – III Domenica di Pasqua
Resta con noi Signore perchè si fa sera.
Mi è stato regalato da una amica un piccolo libriccino dal titolo ” Prima di Emmaus ” di A. Campoleoni. In forma romanzata c’è il dialogo fra i due discepoli, Cleopa e un certo Andrea ( che potrebbe essere ognuno di noi ). Le loro parole ripercorrono i giorni trascorsi a Gerusalemme, in occasione della festa della Pasqua. Sono spettatori delle violenze perpetrate dai romani, del clima di tensione e odio, ma anche delle opere mirabili compiute da Gesù, delle sue parole di riconciliazione che portavano a compimento quanto scritto nelle sacre scritture e delle grandi sofferenze subite da questo profeta ed infine la sorpresa nel sentirsi dire che la sua tomba era stata trovata vuota.
C’è dubbio e tristezza in loro che avevano sperato in un messia capace di liberare il popolo dal nemico. Solo nell’ultimo capitolo di questo libretto si accompagna a loro un uomo che inizia a chiedere spiegazioni di quanto hanno visto. ” Era un buon rabbi ” risponde Andrea, ma che messia è quello che muore da solo ? L’uomo sta in silenzio e ascolta. Inizia poi a raccontare poi le parole dei profeti che si riferivano a lui ma non viene ancora riconosciuto. Il tempo passa e siamo vicino a Emmaus, l’uomo è pronto a proseguire ma i due amici chiedono chiedono allo straniero di fermarsi a casa loro. I loro volti sono sorridenti. Il libro finisce così, con l’entrata di Gesù in casa loro ma non va oltre.
La sorpresa di un finale meraviglioso la troviamo nel Vangelo di Luca di oggi: ” Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero “. Il dono che Gesù offre è talmente grande e riconoscere Gesù risorto nello spezzare il pane provoca in loro una gioia talmente grande e fanno ritorno a Gerusalemme dagli undici a raccontare quanto avevano visto.
Mi soffermo su alcune espressioni che mi hanno fatto riflettere, utili per il nostro tempo. ERANO IN CAMMINO. I due discepoli sono in cammino, si muovono, sono alla ricerca di qualcosa a cui dare significato. Quanto nella nostra vita preferiamo rimanere nelle nostre confor zone e quindi immobili in tema di fede ? ” NOI SPERAVAMO ” Quante aspettative in questi due discepoli e quante speranze deluse anche nella nostra vita che ci portano ad abbandonare la comunità cristiana in cui siamo cresciuti ? CI HANNO SCONVOLTI. Il ritrovamento della tomba vuota è una notizia straordinaria e lo dovrebbe essere per tutti i cristiani perchè la Pasqua appena celebrata significa risurrezione e rinascita, ci porta ad uscire allo scoperto e tornare a sperare che Gesù è il nostro Salvatore. SPIEGO’ LORO IN TUTTE LE SCRITTURE CIO’ CHE SI RIFERIVA A LUI. E’ grazie ai Vangeli che conosciamo la vita di Gesù che ci indica la via per la nostra vita. RESTA CON NOI PERCHE’ SI FA SERA. Gesù è sempre con noi anche nei momenti bui della vita o quando ci dimentichiamo di Lui. SI APRIRONO LORO GLI OCCHI. E’ nello spezzare il pane in ogni eucaristia che Gesù si fa presente a noi nella comunità e quante chiese si stanno invece svuotando alla domenica ? SI TROVARONO RIUNITI. La fede è del singolo cristiano ma si completa solo nello stare insieme, nel clima di comunità, nella condivisione fraterna come recita un altro passo ” dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro “. Questa pagina del vangelo di questo tempo pasquale ci dà speranza. Non è tutto finito, il risorto ci accompagna nella storia. Dobbiamo solo riconoscerlo e lasciarci accompagnare da Lui. ( Lucia Z. )
