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Commento al Vangelo di Domenica 23 novembre 2025 – Cristo Re

Oggi sarai con me in paradiso.

Nel vangelo di questa domenica, ultima domenica dell’Anno Liturgico, viviamo una scena tratta dalla crocifissione di Gesù, narrata dal vangelo di Giovanni.

E’ una scena molto affollata e vengono raccontati gli atteggiamenti dei vari protagonisti: ci sono il popolo, i capi del popolo, i soldati e i due ladroni che stanno subendo la stessa sorte di Gesù. Il popolo si comporta da popolo, senza prendere una posizione netta e rimane in attesa, per vedere cosa succede … anche noi siamo così: tutti crediamo in qualcosa che ci protegge, ma pochi di noi prendono una posizione certa, senza lasciarsi mai troppo coinvolgere. I capi scherniscono Gesù per l’amore riversato sul popolo lungo il percorso della vita, alla fine dei conti inutile per potersi salvare dalla condanna alla crocifissione ( quante volte ci viene chiesto il motivo per potersi impegnare ? A che pro ? ).Poi c’è la superbia dei soldati, che forti del loro ruolo giocano a deridere Gesù, prendendolo in giro e infierendo sulla sua sofferenza. ( I bulli della situazione ).

Infine i due ladroni, uno arrogante e supponente, l’altro capace di riconoscere la Dignità di Gesù.

La considerazione che vi vien da fare è pertanto questa: perchè ci danniamo continuamente la vita per la poca fede che incontriamo nel nostro tempo ? Probabilmente è la fede diffusa in ogni epoca. Gesù disse: la messe è molta ma gli operai sono pochi, allora come oggi. Ma non è certo questo che fermerà il Padre a riconfermare Gesù come Re dell’universo, capace di vincere il male con il bene e la mitezza, infaticabile fonte di speranza, voce che sprona e chiama a mettere i talenti a disposizione del bene. Solo riconoscendo Lui come Figlio di Dio, nonostante tutte le nostre contraddizioni e mettendoci ogni volta di nuovo in cammino dietro a Lui, potremo un giorno godere del Paradiso, quando prima o poi lasceremo questa vita. ( Maria Pia Lorenzi )