Dio è là dove l’uomo è in pericolo, sperimenta il rifiuto.
Se non fosse un brano evangelico, quanto oggi ascoltiamo, sembrerebbe essere uno dei tanti articoli che leggiamo sui giornali quotidianamente, oramai da più anni. Ogni presepe ci mostra Gesù insieme con Maria e Giuseppe, nella grotta di Betlemme. Dio ha voluto nascere in una famiglia umana, ha voluto avere una madre e un padre, come noi. Oggi però ci viene presentata la famiglia di Nazaret che è sulla via dell’esilio, segnata da paura, incertezza e disagio. Anche oggi milioni di famiglie possono riconoscersi in questa triste realtà.
Quasi ogni giorno, televisioni e giornali danno notizie di profughi che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi in cerca di una vita dignitosa. Per questo mentre guardiamo alla santa famiglia di Nazaret nel momento in cui è profuga, pensiamo al dramma di milioni di profughi, segnati dalla tratta di persone. Oggi rischiamo di assuefarci a questo dramma mondiale, prendiamo le notizie con leggerezza, se non con indifferenza.
Pensiamo anche ad altri ” esiliati invisibili ” che possono esserci anche nelle nostre famiglie: gli anziani che a volte sono visti come presenze ingombranti, come isole di solitudine. Gesù ha voluto appartenere a questa famiglia che ha sperimentato l’esilio perchè nessuno si senta escluso dalla vicinanza amorosa di Dio.
Dio è là dove l’uomo è in pericolo, là dove scappa, là dove sperimenta il rifiuto e l’abbandono. Dio è lì dove l’uomo condivide ogni desiderio di dignità umana, nel superamento di ogni potere di male e di violenza.
Buon Natale e buona domenica. ( Pietro Dal Santo )