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Commento al vangelo di Domenica 15 marzo 2026 – IV di Quaresima

Che io possa vedere

La scorsa domenica, durante l’incontro previsto con i genitori per il cammino di IC, abbiamo posto la domanda: ” Cosa ti spinge o ti frena a frequentare con costanza la s. Messa domenicale ? “. Una mamma ci ha dato, oltre ad altri pensieri, la seguente risposta ” Io vado a messa quando ci sono occasioni particolari, oppure quando ho bisogno di riposo. Allora mi reco a messa e nell’ascolto della Parola, nel silenzio e nella liturgia trovo ristoro e torno a casa rinvigorita “.

Legato a questo pensiero recupero uno scritto di don Francesco Farronato, proprio in merito al commento del vangelo del cieco nato: ” Se tu prendi un po’ della tua terra di povertà e di dolore e, invece di maledirla come fanno tutti, ci sputi sopra la saliva di Gesù … o meglio, ci spalmi sopra la Parola, che esce dalla bocca di Dio … ricavi un pugno di fango … spalmalo sulla parte malata ( nel caso del Vangelo sugli occhi del cieco nato ) e guarirai “. Quando ho letto questa riflessione, ho subito sentito riecheggiare le parole della mamma che ho menzionato sopra.

E’ solo un piccolo spunto, perchè il Vangelo di oggi è ricco di tante possibili sottolineature. Mi soffermo solo su una seconda e ultima riflessione, in merito al coraggio del cieco guarito, e sulla modalità con cui affronta i sacerdoti, in piena libertà e forte della verità. I genitori lo abbandonano al suo destino e non gioiscono della sua guarigione, pere paura di essere espulsi dalla comunità. Lui invece si presenta e annuncia a tutti ciò chi lo ha liberato dalla cecità è stato Gesù il nazareno, il Figlio di Dio.

Anche a noi auguro in questa domenica di crescere nella consapevolezza di sentirci amati da Gesù e di diventarne coraggiosi testimoni attraverso vita e parole. ( Maria Pia Lorenzi )