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Commento al vangelo della Domenica della Palme.

Osanna al Figlio di Davide

In questa domenica partiamo con il tono festante della folla che accoglie Gesù che entra a Gerusalemme in modo dimesso, su un asina. E’ il momento in cui la folla sembra riconoscere il Messia, sembra proclamarlo forse sperando ancora che sia un Re potente secondo la logica umana, un Re pronto a scacciare la presenza forte dei romani, a praticare la giustizia che vuole l’uomo. Arriviamo poi alla lettura della passione ed entriamo in tal modo nella narrazione della sofferenza e del sacrificio di Gesù. C’è ancora la folla ma questa volta non è ancora festosa e accogliente, anzi chiede la condanna di Gesù. In qualche modo questa folla rappresenta anche la nostra fragilità molte volte nell’essere fedeli al nostro credo, ai nostri voltafaccia; ma Gesù perdona e lascia ricominciare.

Abbiamo così Pietro che lo rinnega ma, compresa la sua fragilità, sa anche ricominciare dal perdono di Gesù; non così con Giuda che una volta tradito Gesù, si lasci andare alla disperazione e non crede di poter essere ancora perdonato e amato. In questa domenica delle Palme mi piace riflettere sull’importanza di vivere con più verità, scegliere il bene anche quando è difficile e imparare a restare saldi anche nei momenti di prova perchè è proprio lì che si misura la profondità della nostra fede e della nostra umanità. ( Fabiola )